L’isola di Ortigia rappresenta il cuore della splendida città di Siracusa, il primitivo nucleo abitato dove percepire secoli di storia, arte e cultura che hanno contraddistinto questo suggestivo luogo siciliano.
Anche se si tratta di un’isola, essa è collegata alla terraferma tramite il Ponte Umbertino che permette direttamente di passare da Siracusa città all’isola di Ortigia.Il suo nome rimanda ad origini greche, anche se questa zona, ricca di sorgenti d’acqua dolce, era abitata già dall’età del bronzo, come testimoniato da reperti archeologici databili tra il 3500 a.C. ed il 1200 a.C.
Passeggiare in questo territorio vuol dire assaporare secoli di storia, captando nelle costruzioni ancora vive in questo quartiere le civiltà greche, romane ed il passaggio indelebile degli aragonesi e degli arabi.

Il castello Maniace sorge sull’estrema punta dell’isola di Ortigia, fu costruito come forte difensivo nel 1038 dal comandante bizantino Giorgio Maniace e trasformato in uno dei castelli più importanti del periodo svevo da Federico II tra il 1232 e il 1240, che ne affidò il progetto all’architetto Riccardo Da Lentini. Durante il Quattrocento il castello fu trasformato in prigione per poi ritrovare la sua funzione di castello e forte difensivo a partire dal 1535.

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Si tratta della principale area verde urbana di Siracusa e di una delle aree archeologiche più vaste del Mediterraneo. Il parco, che si erge sulle pendici dell’altopiano dell’Epipoli e sul colle Temenite offre delle preziose testimonianze della storia di Siracusa, dall’epoca protostorica a quella bizantina. Fra i monumenti più interessanti presenti nel parco troviamo l’Anfiteatro monumentale romano, con l’arco trionfale di Augusto, l’Ara di Ierone, il Teatro Greco, risalente al V secolo a.C, la Grotta del Ninfeo, i Mulini di Galerme di epoca Medievale e le spettacolari Latomie. Le Latomie siracusane sono le antiche cave che caratterizzano il parco archeologico. Sono luoghi molto affascinanti dal punto di vista storico, dato che da questi luoghi furono ricavati i materiali che servirono alla costruzione della città di Siracusa per secoli, ma anche dal punto di vista paesaggistico e naturalistico data la loro particolare conformità. All’interno del Parco troviamo:

Latomia del Paradiso, in cui si trovano le cavità dell’Orecchio di Dionisio, della Grotta dei Cordari, della Grotta Salnistro e della Via dei Sepolcri.
Latomia dell’Intagliatella
Latomia di Santa Venera, con la Necropoli Grotticelli e la sua “Tomba di Archimede”.

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Fondato nel 1987, il Museo del papiro Corrado Basile si occupa di divulgare la cultura del papiro e partecipa a progetti di studio, ricerca, conservazione e restauro in collaborazione con il Museo Egizio del Cairo e altre istituzioni dedicate al papiro. Il Museo ospita anche la sede dell’Istituto italiano per la Civiltà Egizia. Il Museo del papiro lavora a garantire la salvaguardia dei papireti del fiume Ciane di Siracusa, e della tradizione e storia delle tecniche di lavorazione locali. Durante la visita, si possono ammirare antichi papiri e manufatti in papiro, barche in papiro provenienti dall’Etiopia e dal lago Ciad, strumenti di lavorazione e testimonianze della storia millenaria del papiro.

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Tel.: (+39) 093122100

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L’area Marina del Plemmirio si sviluppa lungo 12 chilometri sulla costa orientale della penisola Maddalena. E importantissima sia per la flora e la fauna ricchissime, che per le numerose testimonianze materiali e immateriali della storia dei popoli che hanno occupato il territorio. Nell’area è possibile percorrere diversi itinerari di trekking, visitare siti archeologici e soprattutto dedicarsi a spettacolari immersioni subacquee.

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Tel: 0931.449310
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